top of page

Diario di una Expat

Quella volta che un vestito rosso...

La rubrica di Coachforexpat in cui condivido con te, la mia esperienza come immigrata nei Paesi Bassi, tra momenti positivi e momenti di difficoltà per sfatare i miti sulla vita all’estero!


Quando ho lasciato l’Italia, avevo un forte bisogno: mettere tutto in pausa. E così è stato.

Se inizi una nuova vita, magari cambiando città o Paese, puoi scegliere di diventare invisibile. Per qualcuno è insopportabile, per qualcun altro è una via di guarigione. Essere invisibile non è stato difficile.

Quando non parli la lingua o, magari poco e male, non conosci nessuno, non hai alcun contatto che non sia il tuo nucleo famigliare e con le istituzioni, essere invisibile è facile.

Poi le cose sono cambiate. Sono cambiata io. E ho desiderato sentire questa come la mia nuova casa. Come si dice? Volevo mettere radici.


Quando, insieme al mio gruppo di amiche, abbiamo dato il via a Gezellig together hub, ho sentito un maggiore radicamento: non era qualcosa legata al lavoro di mio marito né alla scuola e alla vita dei miei figli, ma alla mia esperienza, come donna immigrata.

In questo radicamento ho iniziato ad avere più legami con la comunità, con le organizzazioni di volontariato e non, che lavorano nel mio quartiere e a livello cittadino.

Ho conosciuto tantissime persone provenienti da tanti Paesi diversi, stato sociale ed background culturale. E in questi contatti, nel lavoro dell’organizzazione e della presentazione della nostra iniziativa, ci siamo mostrate e ci siamo fatte sentire.


Mesi fa sono stata intervistata per una nuova rivista dedicata a tutti i volontari che, con creatività ed energia, portano il loro contributo nella comunità. Tutti i volontari che hanno iniziative piccole ma con un forte impatto nel proprio quartiere Tutti quei volontari che, senza clamore, riescono a cambiare la vita di tante persone.

Ieri la rivista Annie, con la nostra storia, è stata presentata al sindaco di Eindhoven e alla cittadinanza. È stato emozionante farne parte. Certo non pensavo che il mio faccione sarebbe finito su una rivista in formato A3!


Eppure, tra tutte le emozioni della serata, quella più forte è legata ad un vestito rosso, quello di Vinita, componente del team. Brillava! Lei era bellissima. Era decisamente visibile. Quel vestito rosso, tenuto nell’armadio per un’occasione speciale, è stato un regalo prezioso e una conferma che il nostro lavoro sta davvero facendo la differenza.

Comments


bottom of page